CATTIVO COSTUME

compagnia musicale performativa itinerante

Archive for the month “October, 2011”

erika labile

“brucia quello che puoi per incontrare te stesso togliere i veli al mondo a tutti è concesso

un dipinto e un autoscatto di Kristina Kurilionok per presentare “Erika labile”, un altro dei primi pezzi della band per la serie scheggia impazzita. Registrato e preprodotto da Fernando Morello  tra lo studio di Paolo Vitale e Mauro Penna (che ringraziamo sempre per il supporto) e in homerecording; grazie a R-Tron per l’apporto elettronico; missato da Salvatore Addeo agli Aemmerecords recordingStudio di Cuneo, che in occasione dell’apertura della sede di Nola ci ha voluto dare la possibilità di quest’esperienza professionale insieme a lui. Lo ringranziamo per il significativo apporto sia per visione artistica che per qualità sonora. Gli riconosciamo un eccellente approccio umano.Il dipinto associato è di Kristina Kurilionok per gentile concessione di Pramantha arte e dell’artista.

erika labile pubblicato su licenza Creative Commons

Stato d’ansia

seguendo la linea editoriale scheggia impazzita, Cattivo Costume pubblicherà una serie di singoli, pezzi storici della band che non rientrano nel trittico “in bilico” ma ugualmente fotografie di attimi importanti. Il primo videoclip ufficiale della serie è “Stato d’ansia”.

“Tumulto…allarme livello massa critica…
l’inganno è palese anche ai più distratti”.

regia – Marco Milone; produzione – CATTIVO COSTUME e Insania Project
missaggio – Fernando Morello
video realizzato in collaborazione con Marco Latour e Francesca Manuele di Insania project, Sala Ichòs location e costumi, girato al Prodrum studio.

ringraziamo inoltre tutte le persone che ci hanno aiutato a diffonderlo in rete. UNOtv indie music web tv dove siamo arrivati secondi per numero di visualizzazioni reali nel mese di luglio2011 e TVbe .

pubblicato sotto licenza Creative Commons a maggio2011

Labirinto concept omaggio a Verdirosi

il promo dello spettacolo “labirinto concept acoustic live omaggio a Verdirosi” presentato a Sala Ichòs a febbraio 2011.
http://www.arteatro.eu/contenuto/cinema-musica/feb11/CATTIVO%20COSTUME.pdf
ringraziamo il maestro Umberto Verdirosi – ispirazione, quadri, poesie.
Rosalia Cuciniello – voce narrante.
Ciro di Matteo – luci e scenografia.
Roberto Sepe – fonico
Peppe Zinno – artista poliedrico per la performance di apertura.
Sala Ichòs, Salvatore Mattiello, Gino Protano.
Giancarlo Ippolito per averci fornito l’impianto per suonare e Marco Latour e Francesca Manuele per le riprese video. Fernando Morello per la supervisione audio.

La recensione dello spettacolo a firma di Fabio Rocco Oliva su Arteatro.eu che ha colto l’essenza del nostro spettacolo e ha saputo definirla come nessuno di noi sarebbe stato in grado di fare…lo ringraziamo per questo.

ARTEATRO
Direttore Responsabile Laura Soprano
info@arteatro.eu
Il teatro lascia spazio alla musica: un viaggio nel labirinto dove l’uscita è nascosta nella circolare visione della vita.
PRENDERE COSCIENZA E FORZARE IL SOGNO
I suoni dilatati dei musicisti riempiono il foyer di Sala Ichòs. Si attende sorseggiando del vino al di qua della coltre. Poi il telo si apre e l’artista poliedrico Peppe Zinno introduce il pubblico in teatro: ha una lanterna, un debole luce che illumina i passi, è curvo, piegato su se stesso, in testa una bombetta. Ognuno prende il suo posto mentre i suoni dilatano lo spazio di pinkfloydiana memoria. In scena le luci soffuse abbracciano i musicisti sulle teste dei quali pendono quattro cornici vuote. I disegni sono scivolati via da quelle cornici per inchiodarsi alla parete alle spalle dei musicisti dove vengono proiettate le immagini del pittore Umberto Verdirosi. Quando tutto è pronto la sospensione sonora termina e una massiccia massa musicale, solida, prende materia scacciando via l’evanescente dilatazione: si costruiscono le mura del labirinto dove la musica serpeggerà con intensità da Minotauro. Non c’è calo, non c’è tregua, è una lunga corsa in circolo: per tutto il concerto la musica sarà sostenuta intervallata da alcune voci narranti che introdurranno il brano. Sarà un unico respiro dove campionature contrasteranno la ritmica marcata della batteria, il basso picchierà le corde incessantemente, la voce e la chitarra acustica legheranno il tutto. Si corre nel labirinto dove il cattivo costume diventa l’unica norma possibile per afferrare se stessi in un caleidoscopio di contraddizioni: la voce del bassista è grave, profonda, in contrasto con la più delicata e lirica voce della corista che danza al lato opposto. Alle loro spalle vengono proiettati i dipinti di Verdirosi: un arlecchino contratto affonda la testa tra le gambe, paesaggi desolati, distese dilatate di nulla dove il grigio spezza via ogni confine creando la confusione di realtà e sogno. Nel labirinto dei cattivi pensieri – una deviazione ellittica dalla ottusa via retta – il lirismo esplode frammentandosi in testi visionari e politici: «è un peccato restare a guardare, le parole ti pungono». I musicisti
hanno condiviso la passione per la musica sin da giovanissimi: il gruppo nasce a metà degli anni Novanta dall’incontro tra Marco Milone e Valerio Varlese, ai quali si sono aggiunti nel 2004 Enza Dentale, Boris Tafuri, Ferdinando Morello. Nel corso degli anni hanno suonato in vari festival tra cui la Festa dell’Unità di Modena, Emergenza rock festival; hanno esplorato altri scenari artistici fondendosi con la danza e il mimo nel progetto Circoblu, con i quadri di Ciro Di Matteo della personale dominodimatteo. La musica continua sostenuta ad aggirarsi nel labirinto dove l’io è costretto, chiuso, serrato, muovendosi tra «un fiume di anime inconsapevoli, un incosciente lobotomia». Cosa fare allora sull’orlo del burrone? Marco Milone guarda verso il pubblico e canta: «attingi alla tua fonte e sfida la gravità». Afferrare il mostro che si aggira per il labirinto, andare alla ricerca di esso (un evento naturale e necessario), trovarsi spalle al muro e perdersi, tremare a pochi passi dall’essere divorato dal mostro. Lì, in quel momento, sull’orlo della fine, bisogna allora aprire gli occhi e sognare, mettere da parte l’eccessivo lirismo e la compiacenza della sofferenza. Il labirinto contiene ancora nelle sue mura il sogno, ma la consapevolezza appare nella volontà di essere oltre l’inevitabile ed eterno affossarsi.
Fabio Rocco Oliva
Napoli, Sala Ichòs, sabato 12 febbraio 2011

Labirinto concept album

  L’uomo la terra il caos…
un salto nel vuoto
“LABIRINTO”

                                               ascolta labirinto                                                   
                                                                       SAGA DELLE CONTRADDIZIONI
come un pianto incessabile di bimbo lamenta esigenze….
come uno sguardo triste fanciullo dichiara bisogni cela sofferenze….
come un’avida ricerca del nuovo inganna le noie di un’ignorata integrazione sociale….
.. ..
di duttile catena meccanica….
in mistica visione reale….
definibile indefinibile….
sovrasta spazio e tempo….
un magnetico sacrale vuoto turbolento….
.. ..
atto II saga delle contraddizioni….
percorrere un confine che non c’è….
in vorticosa linea….
di vorticosa linea….
la vorticosa linea….
.. ..
ho amato a morte la vita….
amo a morte la vita….
                                                                                                     ***
CIRCOLO VIZIOSO
or va cavallo pazzo
gira veloce la ruota criceto di laboratorio….
alzo gli occhi… lo spazio….
non me n’ero accorto fin qui….
.. ..
è come un circolo vizioso….
incontrastabile….
spiralico penoso….
ma estirpabile….
.. ..
chiuso qui tutto qui….
chiuso qui tutto qui….
.. ..
è un peccato restare a guardare….
le parole poi pungono….
è un peccato restare a guardare….
le parole ti pungono….
.. ..
se a un bacio delle palpebre nulla è più….
***
CRASH
crash….
scomporre equilibri è vortice….
giù….
per quello che sapevi già….
è una macchia nell’animo che agita perversa….
riversa tra persi sentieri….
la disperazione di un’accecata corsa….
.. ..
come maledizione fuori la linea….
si scaglia si abbatte e spazza tra morte e futilità….
.. ..
ricorda è un attimo e nulla esiste più….
mossa azzardata è un gioco maledetto….
***
CIRCO DEI TOPI
in marcia impazzita informale parata….
rassegna vivente fluida corrente….
la linea che taglia l’estremo in opposti….
e amore odio sia….
.. ..
urla pagliaccio allo sputar dei fuochi….
oh sorellina dipingi col mago….
nel circo dei topi….
.. ..
sia baccano nel freddo silenzio….
consolare il tuo nobile pianto….
***
ANGELO IMBASTARDITO
che nulla brami al mondo la mia sete smaniosa….
e i miei silenzi non diventino roccia….
parole ignare assorbite dall’etere invisibile e percettibile….
.. ..
oro l’uomo e la bestia….
oro la sua parola l’anima lavò….
d’oro….
.. ..
acqua a ristagno cuore marcito….
eccoti angelo imbastardito….
intrappolato in mille ragnatele….
muro dopo muro assolvi alle tue pene….
.. ..
un fiume d’anime inconsapevoli….
.. ..
sole velato grigio limbo dannato….
costretto reietto confinato….
comparsa fuggente spettatore affannato….
devoto a un copione in cui tutto ormai è già stato….
.. ..
un fiume d’anime inconsapevoli….
.. ..
odora vento d’evento….
distratti….
ecco l’evento tu come il vento….
.. ..
e quando tutta la carne brucerà?….
.. ..
sì! suricill o’ ’ssapeva già….
che pe’ ghij annanz s’adda cagna’….
***
DANZA DEL CREDO
scegli e prendi nel giardino delle rose….
rose rosse annusate e arse….
corre il tempo cambia gli scenari….
vestono diversi i tornaconti degli errori….
.. ..
muovono le masse inconsapevoli….
.. ..
contatto tribale spirito ancestrale….
futili condanne su un buffo animale….
ma il vero resta in piedi e scuote la coscienza….
scuote la coscienza la chiara evidenza….
.. ..
muovono le masse inconsapevoli….
alta la danza del credo….
.. ..
dinanzi alle tre bocche scegli….
scegli….
***
LA NECESSITà
“valle dell’averno
continuo eco di un lamento
tutto sembra e nulla è
tra la parola e il fatto
il mare nero dell’incoerenza
è del luogo già veduto
dov or sono arrivato
il figlio di nessuno
sotto il cielo del creato”
giovani fratelli logori della stessa malattia
un’incosciente lobotomia….
poi è una tortura e non vuole andare via….
ecco il figlio di nessuno c’è ma come non ci fosse….
quando come dove e se… sembra irraggiungibile….
.. ..
nessuna linea unica è la necessità….
attingi alla tua fonte e sfida la gravità….
conquistati il tuo spazio lotta sopravvivenza….
tra l’uomo e la fiera c’è poca differenza….
nella forma di violenza….
l’uomo la sua intelligenza….
ma il potere è la sua malattia….
il potere è la sua malattia….
.. ..
trappole e catene….
di se stesso carceriere….
di se stesso….
***
CATTIVO COSTUME
Marco Milone – voce e chitarra
Christian Ciancio – chitarra e cori
Valerio Varlese – basso e cori
Boris tufari – batteria
enza dentale – cori
***
produzione artistica & esecutiva – CATTIVO COSTUME
registrato negli studi di Giancarlo Ippolito, da gianko e max
missato da Vincenzo D’Oriano
copertina di Luigi Verde
http://www.luigiverde.info/
grazie a Chiara per la voce in saga delle contraddizioni
pubblicato con licenza Creative Commons
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